Musicoterapia in Hospice

Congresso Fondazione Ghirardi – Medicina e Scienza

Lo scorso 24 ottobre si è tenuto a Piazzola Sul Brenta, nella bellissima Galleria delle conchiglie di Villa Contarini il Congresso organizzato da Fondazione G. E. Ghirardi in collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale Aulss 6 Euganea e con la partecipazione e il patrocinio di numerosi enti: Regione del Veneto, Provincia di Padova, Città di Piazzola sul Brenta, SIP (Società Italiana di Psichiatria), OPPV – Ordine Psicologi e Psicologhe del Veneto, OMCO (Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Padova), SISPSe (Società Italiana di Sessuologia clinica e Psicopatologia Sessuale), Middesex University London, Centro Studi Musicoterapia Veneto, Spazio CuCa

Il Congresso, con la Direzione scientifica del Dr. Mario Degli Stefani, rientra nel Progetto PerSona – Identità e Musica – Musica come strumento nei percorsi di cura.

Il tema di quest’anno Sonorità e relazioni tra dipendenze e separazioni ha dato ai numerosi relatori la possibilità di approfondire da diversi punti di vista il tema dell’esperienza musicale.

Personalmente ho avuto l’opportunità di condividere una parte molto speciale e preziosa della mia esperienza professionale, quella che mi ha consentito – a partire da luglio 2005 – di portare la Musicoterapia nei luoghi dedicati alle Cure palliative.

Nell’arco di più di quindici anni ho infatti avuto la possibilità di collaborare come Musicoterapista con tre diversi Hospice in due province della Lombardia: Cremona e Lodi, conoscendo diverse realtà e diversi modi di affrontare l’approccio con il malato terminale.

Sul sito di Fondazione Ghirardi è disponibile la mia presentazione, insieme a quella di altri relatori:

Mi auguro sinceramente che la condivisione della mia esperienza possa essere utile a far conoscere il valore dell’esperienza musicale nel contesto del fine vita.

La Musicoterapia può essere un intervento molto significativo nella cura del dolore e nelle cure palliative, sia quando i pazienti sono ancora in grado di interagire e di utilizzare il mezzo sonoro per entrare in contatto con le proprie emozioni ed esprimerle all’interno della relazione terapeutica, sia quando il decorso della malattia conduce alla fase della terminalità, in cui a volte quello con il suono e la musica può essere l’unico intervento possibile oltre a quello medico e farmacologico.

L’esperienza in Hospice, con i pazienti terminali e i loro familiari, condivisa con i membri dell’equipe e con i volontari in contesti tra loro diversi dal punto di vista della gestione e dell’organizzazione, è stata per me estremamente significativa sul piano professionale e umano; soprattutto mi ha dato la possibilità di confrontarmi con l’esperienza del distacco e del passaggio in un momento particolare della mia vita.
Gli incroci nelle nostre esistenze non sono mai casuali …


Si è trattato di più di quindici anni di incontri ricchissimi di umanità e di emozioni, così densi che ho sentito forte il bisogno di raccontarli e di condividerli, anche a seguito della sollecitazione da parte del personale medico e sanitario che leggeva le mie annotazioni in cartella.
Da questa esperienza e dalle riflessioni e dagli approfondimenti che ne sono scaturiti è nato un libro che racconta solo alcuni dei numerosi incontri che ho fatto e che propone anche degli spunti di riflessione intorno ai temi legati al fine vita e alle cure palliative.

Temi sempre molto attuali nel loro essere così poco oggetto delle attenzioni che meriterebbero dal punto di vista normativo e dei diritti delle persone che affrontano percorsi di malattia molto difficili.

Immagine di Laura Gamba
Laura Gamba

Scrivo per documentare e per mettere a disposizione un grande capitale di esperienza che potrà essere utile a musicoterapisti, insegnanti e a tutti coloro che desiderano sperimentare il potere della musica nella relazione d’aiuto e nella cura.

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