In musica non vince chi arriva prima

Lavorare con la Musica e la Musicoterapia in età evolutiva ci offre l’opportunità di trasmettere alle bambine e ai bambini un concetto a mio avviso molto importante, controcorrente e dissonante in un’epoca in cui la capacità di competere e primeggiare sono considerate qualità importanti per avere successo nella vita, fin da piccoli.

Forse è così, ma non sono molto d’accordo (la competizione non è mai stata il mio forte) e la pratica della musicoterapia mi offre l’opportunità di rinforzare e valorizzare le capacità di ascolto reciproco, collaborazione, sintonizzazione, condivisione.

Come Musicoterapista presente a tempo pieno in un Servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza lavoro con molti bambini che presentano difficoltà di attenzione e che hanno bisogno di rinforzare le funzioni esecutive; si tratta di bambini con diagnosi di ADHD, DSA, disturbo dello spettro dell’autismo, e altro …

Tra le varie attività che propongo, in sedute individuali, in coppia e in piccolo gruppo c’è anche un percorso che consiste nella lettura di sequenze organizzate all’interno di un percorso strutturato che prevede un progressivo aumento del livello di complessità e difficoltà, anche dal punto di vista della velocità di esecuzione.

Le sequenze sono costituite da schede che contengono faccine colorate a cui dovranno corrispondere colpi di tamburo oppure suoni su piastre colorate di colore corrispondente a quello delle faccine.

Quando lavoro con coppie o piccoli gruppi i bambini e le bambine si trovano ad affrontare una difficoltà in più, che è quella di suonare insieme rispettando non solo le corrispondenze simbolo / azione sullo strumento ma prestando anche attenzione alla velocità nell’esecuzione e alla sincronicità.
Non basta cioè riuscire a leggere correttamente le sequenze, bisogna anche provare a farlo insieme, ottenendo un solo suono.


Ben presto si scopre quanto può essere interessante e gratificante riuscire ad agire sullo strumento ottenendo la sincronicità nel suono (soprattutto quando si utilizzano le piastre sonore o altri strumenti intonati).

E’ piuttosto consueto che chi ha ben compreso la consegna e ha capito come leggere le sequenze desideri mettere in evidenza la propria abilità suonando tempestivamente e in velocità non appena viene visualizzata la scheda. E’ giusto gratificare la buona riuscita rispetto il compito assegnato ma è altrettanto giusto spiegare che quando si suona insieme oltre a restare concentrati sul compito è anche indispensabile ascoltarsi.

Spesso faccio notare alle bambine e ai bambini con cui lavoro che quando si fa musica insieme non vince chi arriva prima, si vince se si arriva insieme.

Un percorso musicoterapico focalizzato sulle abilità cognitive assume così un’assai significativa valenza educativa e offre l’opportunità di far sperimentare il significato e l’importanza del condividere, del fare insieme, del raggiungere in sintonia un traguardo comune.


Almeno quando facciamo musica possiamo mettere da parte la competizione e l’urgenza di arrivare per primi al traguardo. Facciamo sperimentare quanto può essere gratificante condividere una melodia, una cellula ritmica, una frase musicale, fin da piccoli.

La musica è lo strumento educativo più potente, perché il ritmo e l’armonia penetrano profondamente nell’anima e la plasmano portandola con sé verso la bellezza. (Platone, Repubblica, III, 401d–402a)

Per approfondire il percorso di lettura sequenze, con strumenti a percussione e con strumenti intonati:

Immagine di Laura Gamba
Laura Gamba

Scrivo per documentare e per mettere a disposizione un grande capitale di esperienza che potrà essere utile a musicoterapisti, insegnanti e a tutti coloro che desiderano sperimentare il potere della musica nella relazione d’aiuto e nella cura.

SEGUIMI SUI SOCIAL

I miei libri

Iscriviti alla mia Newsletter

Rimani in contatto con me e con le novità sulla musicoterapia

Iscriviti alla mia lista email e teniamoci aggiornati sull’uscita del Tamburo Felice e altre novità sul mio lavoro.